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storia
Linee di storia della costituzione Romana
I. Le origini: fase Protourbana nel Lazio e la “Fondazione” di Roma
Tra l’830 e il 779 a.C. il sistema di insediamento del Latium vetus era costituito da un insieme di piccoli abitati vicini e reciprocamente interrelati tra loro sul piano religioso e politico. Il fondamento di tutto il sistema sociale era costituito dalla famiglia, intesa nella piu’ rigida unita’ patriarcale. Il progenitore vivente del gruppo (pater) era signore assoluto delle cose e delle persone, che regolava ai fini della sopravvivenza della famiglia, disciplinandone ordine interno e organizzazione economica. Il pater era capo sacerdote: nella domus tutti gli erano sottoposti, dalla moglie ai figli, alle loro mogli, ai nipoti, agli eventuali servi. Nelle fasi piu’ antiche, la societa’ laziale doveva presentare un’organizzazione interna di tipo ‘egualitario’, fondata su gruppi familiari che si ritenevano almeno originariamente imparentati tra loro. Tuttavia, tra fine del IX e gli inizi dell’VIII secolo a.C., l’omogeneita’ dovette rompersi e, dopo l’unitarieta’ ‘ugualitaria’ dell’eta’ del ferro, ebbe inizio il processo di stratificazione da cui poi emersero le aristocrazie. Nel Lazio, attorno alla meta’ dell’VIII secolo a.C., l’articolarsi dei livelli di ricchezza all’interno dei gruppi sociali si accompagna ad una eccezionale crescita demografica in parte ascrivibile anche all’aggregazione in situazione subordinata di nuvlei cospicui di persone d’origine estranea. Si opero’, a partire dal 770 a.C., una rottura del livello medio delle condizioni di vita: si accolse, in questo contesto, una simbologia del potere attinta alla fastosa regalita’ orientale. Nelle tombe sontuose di questi aristocratici si ritrovano simboli, quali per esempio troni, scettri, asce bipenni, carri, attestanti non solo la ricchezza raggiunta ma anche la significativa influenza di idee provenienti dal mondo greco-orientale.
Gli insediamenti di nuovo tipo e la realta’ produttiva fondata sull’appezzamento di terreno ereditario (heredium) determinarono il rafforzamento progressivo di una struttura sociale gerarchizzata, nella quale coesistevano gruppi parentali con autonomia e capacita’ di produzione e di accumulo di ricchezza. Da essi dipendevano clientele, sempre piu’ numerose, formate da individui di condizione infgeriore, dediti all’agricoltura o all’allevamento. Alle trasformazioni dell’VIII secolo a.C. puo’ collegarsi l’origine della gens, che si affiancava alla familia, senza pero’ sostituirla. La stessa denominazione dei ‘capi’ dei due organismi ne sottolinea la differenza e la diversa antichita’. Nel pater familias si pone in evidenza soprattutto il rapporto di parentela, mentere nel princeps gentis e’ il ruolo politico il fattore evidente. Il sistema gentilizio era funzionale a un processo di subordinazione fra i membri della medesima o di diverse comunita’. Dalla seconda meta’ dell’VIII secolo a.C. le comunita’ laziali furono dominate da capi guerrieri: la forza delle armi, il possesso della terra e il controllo dei traffici d’accompagnavano con una grande capacita’ di accumulazione di beni.
I Romani, in eta’ storica, fissarono la data della fondazione di Roma a un anno corrispondente al 754/3 a.C. Non e’ difficile spiegare perche’ giunsero a proporre questa cronologia. Gli antiquari disponevano di un dato sicuro: la repubblica era nata in un anno corrispondente al 509 a.C. attenendosi al sistema seguito dagli storici greci, attribuirono ai singoli periodi di regno la durata media di 35 anni, sebbene poi nel racconto considerassero alcuni periodi piu’ brevi e altri piu’ lunghi. L’eta’ regia doveva percio’ essere durata complessivamente 245 anni, che, risalendo dal 509 a.C., confucevano al 754 o 753 a.C., se si considerava o no l’anno di partenza. Il primo nucleo di Roma e’ sorto sul Palatino. La primogenitura di questo colle deve attribuirsi alla sua importante posizione geografica di controllo dell’ansa del Tevere. Vi fu un’epoca in cui Roma ancora non esisteva e l’egemonia sul Lazio – a partire dal X secolo a.C. – spettava ad Alba Longa. Trenta popoli del Lazio si riunivano una volta all’anno sul monte Albano per celebrare un sacrificio in onore di Iuppiter Latiaris. Al primo posto dei triginta populi Albaneses figurano gli Albani. Non erano ricordati i Romani, ma citati i Velienses (abitanti della Velia sul Palatino, i Querquetulani – abitanti del Celio –, i Vimitellani – abitanti del Viminale). E’ facile ricavarne l’esistenza di un epoca in cui Alba Longa aveva una posizione di primato e Roma, come organizzazione politica unitaria, ancora non esisteva. Nell’VIII secolo a.C. si avvio’ il processo di integrazione che condusse alla fondazione della citta’. Il rito del Septimontium, una processione che muoveva dal Palatino e sostava su altre alture ad eccezione del Quirinale e del iminale, rivela l’esistenza di un legame religioso tra i pagi che gia’ esistevano sul luogo ove poi sarebbe sorta Roma. Promotrice di questo rito, che aveva anche e soprattutto un originario valore politico, era la comunita’ del Palatino, la cui importanza si accresceva con l’incremento dei traffici nell’area sottostante, dove poi si sviluppo’ il foro Boario.
II. Le istituzioni di Roma durante la monarchia Latina
Quadro generale
La guerra e’ il grande lavoro collettivo di ogni comunita’ primitiva (Grunidisse der Kritik der politischen Oekonomie – K. Marx). Essa si impone sia «per occupare le condizioni obiettive di esistenza, sia per proteggere o perpetuare quest’occupazione». Per tal motivo la comunita’, composta da famiglie, si organizzava in primo luogo come organismo bellico e militare, e questa e’ una delle condizioni della sua esistenza come ‘proprietaria’. La guerra, fondamentale compito sociale di queste comunita’ di villaggio, ha comportato la conquista di terre e la sottomissione di gruppi vicini. Questo duplice e concomitante fenomeno de essere correlato con l’emergere nel Lazio, tra IX e VIII secoolo a.C., di elites guerriere in possesso di rilevanti ricchezze e quindi, come si e’ gia’ ricordato precedentemente, con l’affermarsi di vere e proprie aristocrazie.
Le fonti antiche consentono di intravedere le diverse strutture portanti della societa’ arcaica. Indaghiamone le specifiche funzioni e, ove appaia possibile, le connessioni con l’organizzazione militare di Roma primitiva.
Il rex
Il Senato
I comizi curiati
La gentes e la clientela
I sacerdoti
Ius e Fas